L'Associazione si occupa dello sviluppo di progetti di trattamento e di supervisione e integrazione scolastica di bambini con diagnosi di Autismo e Disturbi Generalizzati dello Sviluppo, grazie ai quali sono stati ottenuti ottimi risultati.

Le famiglie che hanno contattato l’associazione sono quelle il cui figlio non è attualmente seguito da alcun centro del territorio perché i tempi di presa in carico si sono conclusi.

Avendo quindi il bisogno di continuare un intervento specifico per il  proprio figlio hanno attuato un piano d’intervento individualizzato di tipo comportamentale, forti dei risultati comprovati e riportati anche dalle LG 21 del 2011.

Nelle Linee Guida 21 del 2011, redatte dall'Istituto Superiore della Sanità, emerge infatti una chiara raccomandazione sull'efficacia degli interventi basati sull'Analisi del Comportamento Applicata (ABA).

Inoltre le famiglie, in questo percorso, non si sentono supportate dalla sanità nazionale sia nel tipo di scelta dell’intervento sia nel scegliere le figure qualificate che devono reperire personalmente.

Infine un'altra difficoltà vissuta dalla famiglia, già sovraccaricata dalle responsabilità di dover educare un figlio con autismo, è quella di non riuscire a sviluppare capacità relazionali all'interno del tessuto sociale.

Facendo riferimento all'analisi del problema\bisogno, la proposta intende sostenere la famiglia nella scelta dell’intervento educativo che ad oggi è ritenuto il più efficace e contribuire alla sostenibilità dello stesso, alleggerendo il carico economico e di responsabilità in campo esclusivo alla famiglia.

Attività con le A.s.L. delle varie Province

Siamo stati partner per il progetto sostenuto dall'A.s.L. della Provincia di Monza e Brianza, “Fare Rete: il contributo di tutti all'integrazione ed alla continuità dell’intervento per le persone autistiche e le loro famiglie” ha come scopo principale la promozione ed il consolidamento di una rete capace di costruire e sostenere un percorso di cura multidisciplinare, integrato e partecipato che accompagni il soggetto autistico all'interno del suo ciclo di vita.

La partecipazione dell’'Associazione a tale progetto ha riguardato l’'attuazione dell’'intervento “ScuolaInsieme” e la valutazione dell’'efficacia dello stesso.

Attualmente siamo partner delle A.s.L. delle Provincia di Monza e Brianza, di Lecco e di Varese nella gestione di progetti finanziati dalla Regione Lombardia.

La Direzione Generale Famiglia Solidarietà Sociale e Volontariato della regione Lombardia, con la DGR X/392/2013, ha individuato l’A.s.L. come ente cui è attribuito il ruolo di gestore del case management a favore delle famiglie con soggetti autistici ed elenca le attività che costituisce il nucleo centrale dell’operatività.

La modalità organizzativa posta in essere dall’A.s.L. prevede la presenza di operatori con specifica competenza ed esperienza nell'area dell’autismo e quindi che è stato possibile avvalersi del contributo di realtà più significative già operanti sul territorio per la gestione di suddetta funzione.

La nostra Associazione si occupa di  dare informazioni alle famiglie sui trattamenti di minori con diagnosi di disturbo dello spettro autistico.

Attività con le famiglie (genitori e fratelli)

Il presupposto fondamentale da cui parte il nostro lavoro con le famiglie è che i genitori sono i migliori esperti del loro bambino, essi sono capaci di individuare per lui le priorità e scoprire forme di educazione efficaci. Gli operatori d’'altro canto, sono esperti di bambini in generale, di autismo e di trattamenti psico-educativi. Per questo riteniamo necessario instaurare fin dall'inizio una relazione con le famiglie aperta e di forte collaborazione che permetta un continuo scambio cui verranno dedicati uno spazio e tempi specifici.

Il parent training inizia con una chiara e oggettiva ridefinizione del problema che permette la comprensione delle caratteristiche tipiche del disturbo autistico e la visualizzazione in termini comportamentali dei bisogni, delle capacità e delle risorse sia dei genitori sia dei figli. Per poi permettere il conseguimento di una migliore qualità di vita per sé e per il proprio figlio ai genitori verranno date opportunità di informazione teorica e di formazione pratica riguardo alle modalità più efficaci e specifiche con cui relazionarsi, gestire ed educare il proprio figlio, favorendo l’arricchimento delle abilità genitoriali in relazione al disturbo.

A tale scopo una sezione fondamentale verrà dedicata al confronto tra genitori e operatore sulle strategie educative utilizzate senza successo per poi concordare modalità più adeguate.

Questo percorso di informazione avverrà inizialmente nel setting terapeutico e successivamente in ambiente domestico per favorire la generalizzazione in un ambiente naturale, di vita quotidiana reale sia da parte del bambino sia da parte dei genitori. Questo permetterà ai genitori di diventare in un certo senso i primi terapeuti dei propri figli, conquistando una certa indipendenza ed autonomia rispetto agli operatori specializzati.

Sono inoltre previsti momenti dedicati all'educazione dei fratelli e delle sorelle dei bambini autistici con lo scopo di permettere lo sviluppo di interazioni  e relazioni più adeguate, efficaci e soddisfacenti.

Sostegno psicologico alle famiglie

Intervento sul singolo genitore o sulla coppia genitoriale.

L'intervento è sostanzialmente accompagnamento nel percorso di elaborazione della diagnosi, di comprensione e accettazione delle caratteristiche specifiche del disturbo e del proprio figlio.

Sostegno psicologico nell'affrontare le conseguenze (difficoltà ma anche arricchimenti) che lo sviluppo atipico del proprio figlio comporta a livello personale, all'interno del sistema famigliare e del proprio contesto sociale di vita.

Questo lavoro con i genitori risulta essere una base necessaria per poi poter accedere e sfruttare al meglio il percorso di formazione teorica e pratica ad essi rivolto.

Momenti specifici vengono dedicati al supporto emotivo e pratico in relazione alle difficoltà e alle possibili frustrazioni sperimentate nel ruolo attivo di co-terapeuti del proprio figlio: nella maggior parte dei casi i cambiamenti in positivo di fatto avvengono, ma soprattutto all’'inizio sono minimi, al punto di non essere percepiti o considerati abbastanza significativi e gratificanti per il genitore, con la ovvia conseguenza di una perdita graduale della motivazione e del desiderio di continuare.

Viene in più offerto uno spazio di ascolto e di elaborazione delle difficoltà di comunicazione della coppia, prevenendo così l'insorgere di danni relazionali e sociali. 

La condivisione delle proprie esperienze personali e il supporto emotivo reciproco che si sviluppano all'interno del percorso di un gruppo di mutuo aiuto determinano un contributo essenziale al vissuto emotivo in relazione alle difficoltà con e del proprio figlio e uno scambio prezioso di informazioni pratiche e concrete tra genitori.